23/03/2017

Quando la privacy tutela gli operatori di telefonia scorretti

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Succede a tanti utenti della telefonia mobile, si stipula un contratto per il servizio voce e dati (navigazione) ad un costo determinato mensile, per un tot numero di Giga, così, da essere sicuri di non dover corrispondere cifre da capogiro, ma le fatture non sono mai dell’importo concordato. Contengono addebiti per servizi mai richiesti, il famigerato traffico extrasoglia ovvero addebiti per traffico oltre i Giga pattuiti, quando siamo certi di non avere mai superato la soglia. Ebbene, in questo caso è di assoluta importanza che appena si riceve la fattura con gli addebiti non riconosciuti, l’utente faccia un reclamo scritto, disconosca il traffico e contesti le somme addebitate e i servizi non richiesti e che contestualmente faccia accesso anche ai sensi del Codice della Privacy al fine di ottenere dall’Operatore il dettaglio di tutto il traffico telefonico e dati in chiaro, che, una volta ottenuto, l’utente provvederà a disconoscere. Spesso, gli utenti si affidano al Servizio Clienti per contestare le fatture, ma, purtroppo, ciò non è sufficiente e, normalmente, non risolve il problema degli addebiti illegittimi. Peraltro, la maggior parte degli operatori per stipulare i contratti chiedono agli utenti la garanzia del pagamento con addebito sul conto corrente o sulla carta di credito; in questi casi, vi è l’ulteriore beffa, per cui, a fronte di traffico non riconosciuto e addebiti illegittimi, comunque, l’operatore riscuote. La strada per ottenere i rimborsi c’è, ma il corretto operato dell’utente è fondamentale e azionare subito la via del ricorso stragiudiziale è altrettanto importante. Ed, infatti, ai sensi del Codice della Privacy “il trattamento dei dati relativi al traffico strettamente necessari ai fini della fatturazione per l’abbonato è consentito al fornitore a fini di documentazione in caso di contestazione della fattura o per la pretesa di pagamento, per un periodo non superiore a sei mesi”. Quindi, la contestazione tempestiva del traffico e degli addebiti sarà fondamentale, in particolare, ai fini del rimborso dell’indebito, se l’utente avrà effettuato i pagamenti, in quanto per l’Autorità per le comunicazioni, nel riconoscere il rimborso agli utenti si può andare indietro di soli sei mesi dalla data della contestazione ovvero il rimborso sarà limitato alle fatture emesse nei sei mesi precedenti tale data. Poiché, gli operatori scorretti, di ciò sono ben consci, cosa faranno per lucrare in maniera indebita? Promettono all’utente costi per abbonamento molto convenienti, cominciano, spesso già dalle prime fatture, ad addebitare somme per servizi mai richiesti e traffico extrasoglia, con la consapevolezza che la maggioranza degli utenti non farà reclami scritti tempestivi e il gioco è fatto: introitano gli addebiti illegittimi, con i sistemi di addebiti su conto corrente e carta di credito, consapevoli che il massimo che “rischiano” sarà la restituzione degli addebiti extrasoglia degli ultimi sei mesi dal reclamo tardivo o dall’istanza di conciliazione. Ma se siamo accorti, cari utenti, per i disonesti non c’è chance. MDC suggerisce di fare contestualmente al reclamo e all’accesso ai dati anche denuncia per pratiche commerciali scorrette tanto al Garante per la concorrenza che all’Autorità per le comunicazioni (modulo D).

Valentina Bonaca

(Vice-Presidente MDC Perugia)

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